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Museo della Comunicazione e del Multimediale

a cura di: I.T.I.S. "A. Einstein" Picerno

La ricerca di macchine intelligenti


L’idea di creare un dispositivo capace di fare calcoli in modo veloce è molto antica: basti pensare all’abaco, il primo meccanismo di calcolo utilizzato in Cina già nel 2000 a.C., o alla Pascalina, la macchina per fare somme e sottrazioni realizzata dal filosofo Blaise Pascal nel XVII secolo. È però nell’Ottocento che si sviluppano i primi sistemi di elaborazione basati su schede perforate in base al codice binario, che hanno il loro capostipite nella macchina analitica progettata da Charles Babbage nel 1837, considerata il primo calcolatore in quanto dotata di un’unità di memoria e di un’unità di calcolo. Negli anni Trenta del secolo successivo concretizzano i primi sistemi elettronici che aprono la strada al computer, inizialmente concepito come una calcolatrice superveloce. Molti matematici, fisici, ingegneri, linguisti, informatici e hacker sono coinvolti nella progettazione di macchine per memorizzare ed elaborare i dati sempre più “intelligenti”, veloci ed efficienti, capaci di svolgere operazioni molto più rapidamente dell’uomo.

Il Personal computer diventa realtà


Dopo la creazione dei primi giganteschi calcolatori, tra il 1958 e il 1963, vengono introdotte innovazioni decisive per l’evoluzione del computer: l’ingegnere americano Jack St.Claire Kilby inventa il circuito integrato per la miniaturizzazione dei circuiti elettrici, più noto come “chip”, che apre la strada alla microelettronica e quindi a computer di dimensioni sempre più ridotte; si inizia poi a dotare il computer di una tastiera e di uno schermo, e viene creato il codice ASCII, il sistema di codifica dei caratteri che sarà utilizzato nei successivi computer. Nel 1965 viene immesso sul mercato il PDP-8, il primo computer utilizzabile da singole persone, che apre la corsa alla realizzazione di elaboratori sempre più piccoli, i personal computer (PC). Una svolta decisiva giunge quando nel 1975 Paul Allen e Bill Gates fondarono la Microsoft e nel 1976 Steve Wozniak e Steve Jobs creano la Apple Computer: nascono così le due maggiori aziende di informatica destinate a dominare il mercato mondiale dei computer. Il 1981 vede l’arrivo sul mercato dei personal computer IBM, che assieme a quelli della Microsoft sono dotati del sistema operativo su disco DOS, utilizzato fino al 2000. È però il Commodore 64, prodotto dal 1982 al 1993, a spopolare: con i suoi 17 milioni di esemplari venduti è stato il modello più commercializzato di tutti i tempi. Un decisivo impulso all’evoluzione dell’hardware dei PC è dato dai microprocessori Intel, installati dal 1983. L’anno successivo l’ Apple crea il suo innovativo computer Macintosch e Microsoft lancia il sistema operativo Windows. A quel punto il computer inizia a essere massicciamente utilizzato nei processi produttivi, nella ricerca scientifica, nella pubblica amministrazione e nella finanza, e a entrare nelle case di un numero crescente di persone. A favorire però la sua affermazione è Internet, nato nel 1960 come tecnologia militare (ARPA) e diventato negli anni novanta uno strumento accessibile a tutti dopo la creazione del primo browser Mosaic, che permette di navigare nel Word Wide Web, la “ ragnatela grande quanto il mondo”. È grazie a questo sistema ipertesto che oggi è possibile ricevere e inviare informazione, collegarsi con tutti i siti del globo, guardare programmi televisivi e film, ascoltare la radio e comunicare attraverso i social network, come Facebook, Twitter o Instaura. Se pensiamo che nel 2014 gli utenti di internet sono 5 miliardi, possiamo capire l’impatto che il computer e il web hanno sulla società contemporanea.