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Museo della Comunicazione e del Multimediale

a cura di: I.T.I.S. "A. Einstein" Picerno

Immagini

Quella fatidica domenica del 3 gennaio 1954, data della prima trasmissione ufficiale della televisione italiana, il palinsesto (cioe la scaletta dei programmi) inizia alle 11 con i saluti delle autorita e con la ripresa dei ripetitori di Mike Bongiorno, che spiga al pubblico gli strumenti della tv (giraffa,telecamera e microfono) un lungometraggio, un programma musicale, uno sportivo e uno culturale, un film di Mario Soldati e alle 20,45 arriva il primo telegiornale della storia della rai, seguita da una commedia di Goldoni e dalla Domenica Sportiva, uno dei programmi piu logevoli della tv italiana.

Fotografia e cinema:L'era della duplicazione delle immagini


Nella prima metà dell’ottocento appare una delle più geniali innovazioni della storia umana, la FOTOGRAFIA, che nasce da un’idea elaborata partire dal 1824 dal francese JOSEPH NICÉPHORE NIÉPCE, il primo ad aver trovato il metodo per “fissare” le immagini su lastre, supporti che possono conservarle e riprodurle. L’invenzione viene ripresa e perfezionata dal francese LOUIS JACQES DAGUERRE, che dopo vari esperimenti nel 1839 riesce a mettere a punto un procedimento per lo sviluppo di immagini fotografiche, che da lui prende il nome di dagherrotipia. Risale invece al 1895 l’invenzione del cinema da parte dei fratelli francesi Louis e Auguste Lumiere, i quali brevettano uno strumento che funge sia da camera sia da proiettore, il cinématographe, in grado di proiettare su uno schermo una sequenza di immagini impresse su una pellicola, in modo da creare l’effetto del movimento. Il primo cortometraggio prodotto, del 1895, si intitola “L’uscita degli operai dalle officine Lumiere” e coglie un momento di vita preso dalla realtà.La sua prima proiezione provoca un fortissimo impatto emotivo sul pubblico presente, sconcertato dalla possibilità di ottenere un’esatta riproduzione della realtà. Un’altra delle prime pellicole dei Lumiere, dal titola “L’arrivo del treno alla stazione di Ciotat”, in cui compare quello che all’epoca è il simbolo per eccellenza del dinamismo e della velocità, il treno appunto, ha un immediato successo e suscita una profonda Eco, impressionando in breve tempo gli spettatori di tutto il mondo. Nonostante lo scalpore suscitato dalla loro scoperta, i Lumiere non ne intuiscono lo straordinario potenziale come strumento per fare spettacolo e ne vendono il brevetto. A inizio novecento, però, il cinema si diffonde e viene perfezionato con grande rapidità: nascono le prime sale cinematografiche e le prime case di produzione, che cominciano a realizzare veri e propri film di finzione, in bianco e nero e “muti” cioè senza voce né altri suoni.

L' era della televisione.


Dai primi esperimenti alla produzione industriale La nascita della televisione viene fatta risalire all’esperimento eseguito a Londra il 25 Marzo del 1925 dall’ingegnere scozzese John Loige Baird ritenuto il padre di questa rivoluzionaria invenzione. In quell’occasione vengono trasmesse a distanza e senza uso di fili (wireless) immagini in movimento, che appaiono come silhouette dotate di due sole tonalità di grigio. Mettendo a punto la sua tecnica, nell’ottobre dello stesso anno Baird riesce a inviare dal suo laboratorio a una stanza a fianco l’immagine di un giovane fattorino in una vasta gamma di grigi, cioè “in bianco e nero”. Nel 1927 Baird trasmette immagini da Londra a Glasgow (su una distanza di 700km) e, infine nel 1928 realizza la prima trasmissione televisiva transoceanica, da Londra a New York. Negli anni Trenta la televisione diventa così una realtà e attira l’attenzione degli industriali che costruiscono i primi televisori destinati al pubblico più facoltoso e funzionanti col sistema del tubo catodico. Nel 1932 la BBC inglese inizia la trasmissione regolare di programmi che, grazie al nuovo formato ad “alta definizione” (405 righe per quadro e 25 immagini al secondo), permettono una visione migliore. A quel punto esistono due opzioni tecniche per la trasmissione e la ricezione televisiva: una meccanica, quella di Baird, e una elettronica (basata sul sistema a tubo catodico messo a punto nel 1927 dallo statunitense Philo T. Farnsworth), che dal 1939 prende il sopravvento. (National Televisione Systems Commitre). Per creare un’alternativa al sistema americano, poco compatibile con i televisori europei, in Francia viene realizzato nel 1956 il sistema SECAM (Sequentiel Couleur a Mémoire “colore sequenziale con memoria”), e in Germania nel 1963 il sistema PAL (Phase Alternating Line), adottato per la prima volta nel 1967, anno in cui anche la Francia e il Regno Unito avviano regolari trasmissioni a colori. In Italia inizieranno dieci anni più tardi. Nel nuovo millennio il televisore a tubo catodico e soppiantato da quello con lo schermo a cristalli liquidi e al plasma, supportato dalla tecnologia digitale, frutto delle ricerche avviate nel 1942 dagli America John V. Atanasoff e Clifford E. Berry, ma introdotta a livello commerciale solo negli anni Novanta.

La televisione a colori.


La televisione a colori. La successiva evoluzione arriva alla fine degli anni Quaranta con i primi esperimenti di televisione a colori avviati negli Stati Uniti, dove nel 1953 viene messo a punto il sistema NTSC al cui interno si producono i raggi catodici, che consistono in flussi di elettroni emessi da un catodo (emettitore di elettroni) e accelerati da un anodo (raccoglitore di elettroni).

La televisione in Italia.


Anche in Italia negli anni Trenta l’EIAR avvia sperimentazioni televisive, che vengono però sospese durante la seconda guerra mondiale e riprese a conflitto finito. Dopo una serie di trasmissioni con durata e copertura territoriale limitata e l’installazione di ripetitori a Torino, Roma, Milano e Napoli, il 3 gennaio 1954 la RAI inaugura la prima trasmissione televisiva ufficiale effettuata dagli studi di Milano, Torino e di Roma, e rivolta a un pubblico di soli 90 abbonati, che diventano 24 mila in un mese, 88 mila in un anno e più di un milione nel giro di 4 anni, in seguito all’arrivo del segnale in tutto il territorio nazionale. I primi televisori, che costano circa quattro volte lo stipendio di un operaio, fanno la loro comparsa negli anni Cinquanta nelle case private e nei bar, dove questo nuovo tipo di spettacolo viene visto collettivamente. Negli anni Sessanta gli apparecchi televisivi diventano meno cari e accessibili al grande pubblico, che si affeziona sempre di più a questo nuovo intrattenimento grazie soprattutto a trasmissioni come Lascia o raddoppia?, il Musichiere, il Festival di Sanremo, La domenica sportiva e Carosello, il popolarissimo programma pubblicitario andato in onda dal 1957. Grande successo ottiene anche la trasmissione Non è mai troppo tardi, condotta dal maestro elementare Alberto Manzi e dedicata all’insegnamento dell’italiano agli adulti analfabeti: si è stimato che grazie a essa quasi un milione e mezzo di italiani abbia imparato a leggere e a scrivere.

L' esordio della radiotelevisione.


Quella fatidica domenica del 3 gennaio 1954, data della prima trasmissione ufficiale della televisione italiana, il palinsesto (cioe la scaletta dei programmi) inizia alle 11 con i saluti delle autorita e con la ripresa dei ripetitori di Torino e di monte Mario a Roma. Il presidente della rai pronuncia un discorso in cui definisce la televisione il focolare del nostro tempo; va qui ndi in onda la messa, seguita da una rubrica religiosa. La trasmissione prosegue con un programma da mike bongiorno, che spiga al pubblico gli strumenti della tv (giraffa,telecamera e microfono) un lungometraggio, un programma musicale, uno sportivo e uno culturale, un film di Mario Soldati e alle 20,45 arriva il primo telegiornale della storia della rai, seguita da una commedia di goldoni e dalla domenica sportiva, uno dei programmi piu logevoli della tv italiana.